Articoli anno 2008


I ciclisti dell' ARGENTIA in val di Fiemme a Predazzo per il giro estivo delle DOLOMITI

Primo posto assoluto al G.S.Gorgonzola
L'ASD ARGENTIA si aggiudica il 2° Trofeo “CREBERG” alla memoria di Anna Bonfonti

Abbiamo perso un amico

Quattro Cicloamatori Lombardi salgono al Pico de Veleta 3.400 mt, da Granada

Sabato 5 Luglio, 2008 Roberto, Francesco, Juergen di Gorgonzola e Alberto di Masate, tutti Cicloamatori appartenenti alla asd Argentia Ciclismo di Gorgonzola, raggiungono il Pico de Veleta nel cuore della Sierra Nevada nella regione Spagnola dell’ Andalusia, che costituisce il punto più alto raggiungibile in Europa su strada carrozzabile.

La salita, effettuata in MTB, si è articolata lungo oltre 50 Km, questa la distanza coperta partendo dall’Hotel situato in Granada, sino alla vetta, con un dislivello complessivo di quasi 2.700 mt.

Il percorso si è sviluppato lungo la antigua Carettera de la Sierra. Per i primi 10 Km circa la strada sale con una pendenza modesta snodandosi dapprima lungo la periferia di Granada per poi attraversare alcuni centri abitati minori.

Raggiunto l’abitato di Cenes de la Vega, si abbandona il Rio Genil, costeggiato dall’inizio, qui le p ???$?endenze cominciano a richiedere un maggiore impegno (8/9%), si mantengono tuttavia costanti e non sono mai tali da mettere veramente in diffcoltà. Unico vero nemico (per fortuna) il sole, e la carenza di punti di approvvigionamento d’acqua lungo la salita.

A Pradollano, stazione sciistica posta a quota 2500 mt. raggiunta dopo 40 Km dalla partenza e posta a circa 11 Km dalla meta (punto più alto raggiungibile in automobile), attendono le mogli con rifornimenti di cibo e acqua.

Una breve sosta per rifocillarsi per poi affrontare gli ultimi impegnativi chilometri in quota.

La strada, da questo punto in avanti sbarrata al traffico veicolare, è tuttavia in discrete condizioni e permette di procedere con “relativa facilità”. Da qui in poi si fa sentire spesso un vento piuttosto teso che richiede un’ulterirore sforzo sia fisico che mentale per mantenere concentrazione ed equilibrio. La scarsa umidità dell’aria garantisce un certo comfort e la vista di un’orizzonte indescrivibile (sono certamente alcune decine i chilomettri di visibilità). L’ultimo Km/Km e mezzo è sterrato e gli ultimi 100/200 mt sono una pietraia da affrontare a piedi, spingendo le bici a mano.

Grande soddisfazione da parte di tutti e quattro per il coronamento di un progetto per noi così impegnativo, ed emozione per aver condiviso la vetta con due simpatici alpinisti Spagnoli saliti con corda e picozza dal vesante opposto, che si prestano a scattarci una foto.

La discesa, affrontata nel pomeriggio ormai inoltrato nel cuore del Parco Nazionale della Sierra Nevada con scarsissimo traffico veicolare ci gratifica una volta di più di scorci e viste di rara bellezza.

Questo viaggio rest ???$?erà a lungo nei ricordi di tutti, non solo per l’aspetto prettamente sportivo ma anche grazie alla visita all’ Alhambra, antica residenza dei sultani nazridi, incanto di giardini, fontane e architettura moresca, vera perla di questa regione della Spagna.

Un grazie particolare va infine alle mogli che ci hanno assistito e incoraggiato in quest’impresa, e a Juergen che ha avuto la folle idea di scalare il Veleta, e per essersi fatto carico degli aspetti logisitici di prenotazione dei voli, hotel e auto a mezzo web.

A chi volesse saperne di più suggerisco una visita al sito dell’amico Roberto, “ciclista per caso” al link: http://www.ciclistapercaso.it/

F.R.